Comune di Talamello
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Il museo-pinacoteca Gualtieri "Lo splendore del reale"

Via A.Saffi, Talamello (tel. 0541 922893)

Il museo-pinacoteca "Lo splendore del reale", inaugurato nel 2002 nei locali dell'ex Teatro Amintore Galli, già chiesa medievale di Sant'Antonio Abate, riunisce più di 50 opere donate al Comune tra il 2000 e il 2008 da Fernando Gualtieri, artista di fama internazionale di origini talamellesi, apprezzato, oltre che in Europa ed America, anche in Cina e Giappone.                 leggi ....>>>

Rete Museale dell'Alta Valmarecchia

Dodici musei in rete. Dodici tesori dell'alta Valmarecchia, cuore del Montefeltro. Scopri i musei ...>>>

Il formaggio di fossa

Il formaggio di fossa di Talamello L'Ambra di Talamello, così chiamato dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra

La Fiera 

(il 11 e 18 novembre 2012, la XXV ed. della fiera)

 

 

Le castagne

IL PROGETTO "CASTAGNO" 
RICETTARIO
LA FIERA 
(il 14 ottobre '12, la XIV ed.)

 

 

 

Nel cuore del Montefeltro, Talamello, borgo d'arte e di sapori

Talamello, panorama (foto di Giampiero Bianchi)

Il paese posto alle pendici del monte Pincio fu proprieta’ della famiglia Della Faggiola e poi dei Malatesta. E’ possedimento della chiesa feretrana fino al 1296, quando il ghibellino Maghinardo Pagani, conducendo riminesi e montefeltrani assieme(caso raro nella storia di queste terre) riuscì a conquistarlo. Il dominio duro’ poco e Talamello venne di nuovo soggiogato a Roma. Fu infeudato dal sommo pontefice a Uguccione della Faggiola, entrando sotto il controllo della casata.E’ il cardinale Egidio Albornoz che se lo riprende nel 1355.Nel 1390 il castello viene venduto a Galeotto Malatesta e poi nel 1416 confermato a Carlo Malatesta.Pio II lo infeuda,come altri borghi vicini tolti a Sigismondo Pandolfo Malatesta, ai Guidi di Bagno e ai Malatesta di Sogliano. Con essi (1490) ha “inizio” la produzione di polvere da sparo nei mulini di Talamello che si concludera’ nella seconda metà del secolo XX, dopo circa 500 anni di attività.Un cenno di attenzione merita sicuramente il piccolo cimitero abbastanza vicino al paese,in cui si trova la cella che racchiude piccoli tesori artistici: infatti è completamente decorata con affreschi, datati 1437, di Antonio Alberti da Ferrara. A Talamello c’è anche uno splendido Crocifisso del ‘300 che, ogni lunedì di Pentecoste, portato in processione, richiama fedeli da tutta la zona limitrofa; molti ritengono che l’autore di questo Crocifisso sia Giottodipinto nel 1300, è conservato sull’altare maggiore della seicentesca chiesa parrocchiale di S.Lorenzo; sempre in questa piccola ma preziosa chiesetta si può ammirare una Madonna con Bambino del ‘400, bella statua policroma lignea, ed un altrettanto ben fatto crocifisso ligneo del XVI secolo.
Il prestigioso patrimonio pittorico di Talamello è stato, nel 2002, arricchito con l’apertura del Museo-pinacoteca Gualtieri "Lo splendore del reale", costituito da oltre 40 tele che il pittore di origini talamellesi Fernando Gualtieri ha donato dal Comune.
Per chi capita in paese é d’obbligo una sosta alla grande fontana che ne abbellisce la piazza e la camminata boscosa fino al Pincio, dove, tra castagni, pini e ricco sottobosco, si può ammirare tutta la Valmarecchia. Curiosi sono i due depositi di polvere da sparo a forma ottogonale, dei secoli XIX e XX (loc. Campiano), unici testimoni sopravvissuti al termine della produzione.
Talamello è sede di importanti iniziative di valorizzazione di prodotti tipici. Ad ottobre la Fiera delle Castagne della Valmarecchia, mentre in novembre Talamello diventa la capitale del formaggio di fossa, con una bella fiera dedicata al prodotto: questa caciotta, tipica della zona, viene fatta riposare e maturare in fosse ottenute nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome infatti deriva da thalamos, cioe’ grotte, abitazione); dopo tre mesi di stagionatura la caciotta è pronta ad essere consumata e prende il nome di L’Ambra di Talamello (così "battezzata" dal poeta Tonino Guerra), considerati gli odori e i sapori con cui si arricchisce. Questa usanza di mettere il formaggio nelle fosse non nasce con intento culinario: tutto il procedimento pare risalga al medioevo quando gli allevatori della zona dovevano nascondere i formaggi ai predoni e ai ladri; o piu’ semplicemente era necessario che li conservassero per un periodo piu’ lungo senza che questi seccassero eccessivamente. In questo caso si perde un poco di poesia, ma il sapore di questo prodotto rimane sempre impareggiabile.
Talamello è noto anche come patria del musicista Amintore Galli, autore dell'Inno dei Lavoratori, che insieme a Bandiera Rossa e a L'Internazionale rappresenta uno dei tre inni più significativi del movimento operaio italiano.

 

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Avviso Pubblico

Il legale rappresentante della Farmacia Murattini di Talamello

ha comunicato che la stessa rimarrà aperta dal lunedì al sabato (compreso) con il seguente orario:

8.30-13.00

15.30-19.30

Iniziative Culturali

"I Maestri del Colore e la Musica" storie e immagini per bambini.

Piacevoli incontri di musica e di storie per bambini presso il museo pinacoteca Gualtieri "lo Splendore del Reale" a Talamello.

TALAMELLO PAESE DEI PRESEPI

Due splendidi presepi esempi di artigianato si possono ammirare nell'antico borgo medioevale di Talamello

Nelle stanze della canonica, a fianco alla chiesa di San Lorenzo in piazza garibaldi, il bellissimo presepe meccanico, da tanti anni meta di numerosi visitatori, creato con grande maestria da G.Luigi Togni.

Presso la località Culmine della Penna, ai piedi del Monte Pincio, sotto uno spettacolare sperone roccioso, il grande presepe illuminato ideato dalla signora Anna Maria Bianconi con la collaborazione di Don Armando ed altri Cittadini di Talamello.

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